Visualizzazione post con etichetta cartelli stradali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cartelli stradali. Mostra tutti i post

mercoledì 15 giugno 2011

OPIEMME: Oltre le Pareti Mentali?

Opiemme, Vietato Rockeggiare

Dopo il grande contributo della sua arte alla vittoria democratica sui "magheggi" politici, Opiemme ci svela il suo prossimo obiettivo: Arte (a Colonia) Sonora.

Colonia Sonora Festival
 
Dal 17 Giugno al 30 Luglio a Collegno (Torino), Opiemme parteciperà con altri 3 artisti, Alessandro Sciaraffa, Alberto Scodro e Aurora Meccanica, ad Arte Sonora, un'esposizione di arte contemporanea a cura di Generoso Urciuoli e Susanna Sara Mandice, all'interno del festival musicale Colonia Sonora, che quest'anno, fra i molti gruppi, presenta i Korn.


Opiemme, Vietato Rinunciare

In mostra per lui una serie di segnali stradali streetartizzati, attraverso i quali costruirà un percorso urbano di riflessione e spaesamento.

"Vietato Scegliere" ma anche "Vietato Rinunciare"
"Vietato Essere" ma anche "Vietato Apparire" 
"Vietato Pensare" ma anche "Vietato Accettare".


OPIEMME, da bravo letterato, sceglie l'ossimoro, la figura retorica dell'antitesi, per accostare non tanto due termini opposti, quanto dei concetti spesso incompatibili, come il divieto e il diritto etico: il risultato è una combinazione geniale e arguta di definizioni astratte, che beffeggia le pretese insensate del sistema, permettendo di andare oltre quelle pareti mentali spesso troppo alte da superare.


Opiemme, Vietato Sognare - Via Regio, Torino

Una provocazione continua, carica di energia, che va a colpire in maniera netta quei punti trascurati e scontati, comunemente chiamati diritti, che vengono oscurati dai demagoghi del declino.


Parola d'ordine: VIETATO PERDERSELO!!!!


Potete seguire le attività di OPIEMME anche sul sito:

 
Per quanto riguarda il Festival vi consigliamo il sito ufficiale dove potete acquistare i biglietti e consultare il calendario degli eventi in programma: http://www.coloniasonora.com

di: fatica.com

venerdì 10 giugno 2011

OPIEMME: Ogni Parola Merita?

Nuclear Energy in Italy, 2011
Carico e Scarico Rifiuti Nucleari
Un altro genio della street art in grado di farci fermare a riflettere.
OPIEMME è un acronimo curioso che firma le opere più irresponsabili e impensate degli ultimi tempi con una sfacciataggine d'effetto che solo pochi riescono a dosare. 
Sensibilità culturale e passione letteraria sono le sue armi più efficaci per attaccare costantemente un sistema sociale in preda a una crisi di panico: filosofia dissacrante che rende la sua forte irriverenza un vero e proprio vezzo.  

Vietato Bere, pvc su Torello, 2011
Attento in particolar modo ai temi della politica, OPIEMME dedica le sue ultime opere al Referendum del 12/13 Giugno 2011, per sensibilizzare anche chi, rassegnato, non crede più nel sacro potere del voto.
Ottime frecciatine d'effetto, colpi di lama affilata, come sempre le parole tornano ad essere le uniche armi (di salvezza) efficaci, specie in occasioni delicate come questa. Astutamente calibrate, infatti, diventano tante ciliegine su tutte queste "torte" pronte ad essere lanciate in faccia a chi non si stanca di calpestare i nostri valori. 

Opiemme, la maleducazione uccide


Opiemme, Barbarism kills
OPIEMME nasce scrivendo poesie e racconti e cresce cercando nuovi modi per proporli al pubblico. Dopo varie sperimentazioni, dal video alle installazioni, dalle performance alle letture, il genio della poetryart si è avvicinato alla "street" per catturare l'attenzione della gente in maniera diretta, sviluppando un rapporto di contatto/contrasto con l'arte contemporanea.


Difficile definire il suo lavoro. Difficile delineare i suoi confini. Difficile non innamorarsi di lui.


Opiemme, Panchina poetica #1, 6 Novembre 2010, TNT Torino


Innovazione pura del concetto di poesia italiana, la sua arte è incentrata sul valore rivoluzionario della parola, sulle sue potenzialità etico-sociali e sulla sua essenza creativa.


"Trasforma la parola in colore e immagine, crea una lettura bidimensionale delle opere, nelle quali le lettere si fanno contenuto e approfondimento. Immagini da leggere e parole da guardare.
Svecchia la comunicazione della poesia, i luoghi in cui trovarla, per avvicinarla al pubblico. Da questo intento nascono una poesia di strada, e interventi di street art e public art nei quali con ironia tratta temi sociali e ambientali.
I suoi lavori parlano di libertà, giustizia, etica civile, rispetto della natura, in una visione politica ma non partitica. Un'arte senza bandiere, che sogna speranze e valori."

"Mi piace confrontarmi con le situazioni, dialogare con i posti, e approfondire tematiche."
OPIEMME

Opiemme, Miles Davis, 60x140, tempera e cera su legno, 2011

"Knowledge is freedom, ignorance is slavery" M. Davis

Fino al 2012 è in programma una serie di mostre personali dal titolo SENZA BANDIERE, il cui tema principale è l'assenza di valori, come dimostrato nell' ultima esposizione alla Dieffe Arte Contemporanea di Torino conclusa lo scorso Aprile.
La prossima sarà a Giugno al Centro di arte contemporanea presso il Castello di Rivara a Torino, in forma ridotta, e a settembre debutterà a Siviglia con una personale presso la Weber Gallery, dove presenterà nuovi lavori ancora top secret.

O.P.M, Ogni Parola Merita?

Date un'occhiata al sito e allasua pagina facebook!

Opiemme Revolt 

http://www.opiemme.com/

http://www.facebook.com/profile.php?id=100000444942109 

 

di: fatica.com

 

venerdì 20 maggio 2011

Clet-tomania

Un giorno qualunque. 
Una luce speciale. 
Un giro in motorino. 
Una Roma mai vista.

Clet Abraham a Roma
Dedicato a chi guida per strada ma non si guarda intorno, a chi pensa troppo, a chi ascolta musica, a chi parla al telefono e a chi si lascia innervosire dal traffico: la Città è un interminabile libro aperto, fatta di pagine bianche e marmo, con virgole e palazzi, punti e sampietrini, cartelli e messaggi già fuori dalle bottiglie. 

Clet Abraham a Roma - Corso Vittorio Emanuele II
Avete presente il potenziale implicito di un cartello stradale che emerge solo se estrapolato dal suo contesto originale? Appesi in camera, esposti nelle mostre contemporanee, riciclati come tavolini, i cartelli prendono vita, acquistano lustro, valore e potere: si trasformano in opere d'arte.
In realtà è il nostro gusto a fare tutto questo, permettendo ai nostri occhi di guardare le cose seguendo prospettive differenti e dinamiche. Ma chi dice che non lo si possa fare senza decontestualizzare gli oggetti dal proprio ambito?

Clet Abraham, 44 anni, francese, ma fiorentino d'adozione, parte proprio da qui, dal vero, dal comune, dal visto e rivisto e proprio per questo dato per scontato. Creativo a tutto tondo, pittore, scultore, disegnatore, diplomato all'Accademia di Belle Arti in Bretagna, trasforma la realtà, anzi, ne inventa una tutta sua che sottilmente concede solo agli occhi di uno spettatore attento. Si diverte a nascondere la sua ombra proprio nei cartelli stradali, rendendo arte ciò che è routine spudorata, catturando e stravolgendo il concetto di finezza.   


Clet Abraham a Roma - Corso Vittorio Emanuele II
Clet Abraham a Roma - Largo del Tritone

Clet è stato a Roma lo scorso marzo, ha preso i suoi omini e li ha liberati per le vie del centro, dal Tridente al Lungotevere, come falene pronte a sorvolare migliaia di persone, controllandone spostamenti, espressioni e battiti. 

Cuori rossi o monete da un euro sulla freccia della direzione obbligatoria, cristi e madonnine nel tau del vicolo cieco, angeli sospesi nel blu e piccoli ladruncoli di divieti: al limite di ogni etica, in bilico tra sacro e profano, le sue provocazioni sono «l'unica forma d'arte contemporanea che sia riuscita a imporsi con tale prepotenza nello spazio pubblico».


Clet Abraham a Roma - Largo di Santa Susanna
di: fatica.com